Le regole per le locazioni commerciali

Quali sono le regole degli affitti commerciali? Ce lo chiedono in diversi lettori, tra cui Luciano Monterosso di Lavagna, proprietario di un immobile adibito a farmacia a Siracusa, che ci domanda anche i criteri per stabilire il valore di mercato del negozio.

La locazione di immobili non abitativi è tutt'ora regolata dalla legge 392/78, che prevede contratti di sei anni di durata con altrettanti di rinnovo alla prima scadenza. Il contratto può essere interrotto alla prima scadenza di sei anni solo quando il proprietario ha intenzione di adibire l'immobile ad abitazione propria o del coniuge o dei parenti entro il secondo grado in linea retta; oppure all'esercizio in proprio o di un familiare di un'attività industriale, commerciale, artigianale o turistica; o infine intende demolire o ristrutturare integralmente l'immobile.

Canone. Il canone è lasciato alla libera contrattazione tra proprietario e inquilino. Si potrà inserire nel contratto una clausola che stabilisca l'aggiornamento annuale dell'affitto in misura non superiore al 75% delle variazioni accertate dall'Istat dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati. L'aggiornamento va comunque richiesto dal proprietario anno dopo anno, meglio se con lettera raccomandata.

Avviamento L'inquilino, al termine del contratto di locazione, ha diritto a un'indennità per la perdita dell'avviamento commerciale, cioè per quel patrimonio intangibile di capacità di mercato e di rapporto con la clientela che ha saputo instaurare con il suo lavoro. L'indennità è stabilita rigidamente in 18 mesi di canone (spese escluse), senza che né il proprietario né l'inquilino possano chiedere di più o di meno, e spetta senz'altro agli affittuari di un locale utilizzato commercialmente, come una farmacia.  Tuttavia, se "chiunque" (e cioè non solo il proprietario, ma anche un nuovo inquilino) destina i locali alla stessa attività oppure ad attività incluse nella stessa tabella merceologica (allegato 5 al decreto ministeriale 4 agosto 1988, n. 375), l'indennità di avviamento viene raddoppiata, a diventa di 36 mesi di affitto.

Vendita In caso di vendita dell'immobile l'inquilino ha diritto di continuare comunque il contratto di locazione fino alla scadenza naturale, oppure acquistare l'immobile al prezzo e alle condizioni stabilite per la vendita dal proprietario, che non potrà vendere ad altri per condizioni diverse. Il proprietario deve dare comunicazione della vendita con notifica attraverso ufficiale giudiziario all'inquilino. Quest'ultimo ha 60 giorni di tempo per esercitare il diritto all'acquisto e deve anch'egli comunicare la sua intenzione tramite ufficiale giudiziario. La prelazione non si applica se il passaggio di proprietà  avviene tra coeredi o verso il coniuge o i parenti entro il secondo grado del proprietario.

Locazione ad altri Esiste anche una prelazione sull’affitto. Il meccanismo è simile a quello della prelazione alla vendita. Il diritto ad affittare dell'inquilino non esiste però se il proprietario o l'inquilino hanno dato disdetta, oppure l'inquilino è moroso. Viceversa, esiste comunque quando il proprietario abbia affittato ad altri e il contatto si sia sciolto entro un anno.

Valori Quanto al prezzo di un immobile adibito a farmacia nel centro di Siracusa, confessiamo la nostra ignoranza: in linea generale, però, il valore di un immobile commerciale non è ancorato alla sua misura in  metri quadrati, ma all’attività svolta e al giro di clientela creato, incrementato dal valore delle merci, delle attrezzature e degli arredi. Per esempio, a Milano, secondo le stime del Collegio agenti immobiliari, il valore di una farmacia è stimabile dal 90% al 120% dell’incasso annuo.

 

Giovanni Tomassoli, segretario Federamministratori