Da centralizzato a autonomo: è il condominio che fa da regista

 

Leggo su Tuttosoldi del 17.2.2003 che in caso di delibera condominiale riguardante l'eliminazione dell'impianto di riscaldamento centralizzato e il passaggio agli impianti autonomi non sarebbe permesso ai singoli condomini di costruirsi il proprio impianto di riscaldamento autonomo ma sarebbe il condominio stesso a doversene occupare.

Posto che esista una perizia, stilata a cura del condominio e pagata (lautamente!) dai condomini stessi, che certifichi come eliminando l'impianto centralizzato si realizzi un risparmio energetico, e che siano realizzabili in ogni unità i singoli impianti, dotati di debite canne fumarie ecc.ecc., vorrei sapere quale legge stabilisca che, se ho ben capito, le opere all'interno di ogni alloggio debbano essere effettuate a cura del condominio (il che mi sembra - francamente - un controsenso!). C.S.

 

Ai sensi dell'articolo 26, comma 8, della legge 10/1991 è possibile decidere in assemblea condominiale con la maggioranza dei millesimi la trasformazione di impianti centralizzati di riscaldamento in impianti unifamiliari a gas.

Tuttavia è nostro parere che la trasformazioni in impianti singoli debba essere gestita dal condominio, per quel che riguarda l'intervento nelle parti comuni, (predisposizione delle canne fumarie, per esempio) , con un singolo contratto di appalto che preveda le condizioni tecniche necessarie perché il risparmio si realizzi.

All'interno dei singoli appartamenti ogni condomino potrà poi provvedere da solo, acquisendo tra l'altro la caldaia che preferisce, purchè quest'ultima abbia caratteristiche di efficienza tali da garantire il risparmio previsto nella perizia.